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Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni

Storia

Le monache Carmelitane

Le origini delle moniali Carmelitane si riallacciano al fenomeno dell'oblazione (offerta di sé al Signore), tipico delle istituzioni monastiche medioevali e presente anche nell'Ordine Carmelitano fin dai secoli XIV-XV. Infatti alcuni documenti di quel tempo, parlano di alcune pie donne che in gruppi o isolatamente, si legavano all'Ordine con l'oblazione. Tali donne, pur dimorando fuori dal recinto conventuale, in case da esso non lontane, partecipavano della preghiera dei frati nella rispettiva chiesa, rivestivano l'abito dell'ordine e potevano emettere i tre voti religiosi di obbedienza, castità e povertà, secondo il “costume, costituzione e regola dell'Ordine sino alla morte”. Questo fenomeno si trova diffuso non solo in Italia ma anche in molte zone del Nord Europa. Il 17 ottobre 1452 papa Nicolò V, con la bolla "Cum Nulla", riconobbe giuridicamente valida l'esistenza di simili gruppi di donne, decretando così la nascita dei monasteri di moniali carmelitane. Questa trasformazione avvenne più o meno rapidamente nelle varie parti d'Europa, seguendo due filoni: quello italiano e quello francese. Attualmente le moniali carmelitane sono diffuse in Europa, America del Nord, America Latina, Asia.


La nostra comunità

Oggi in Italia esistono tredici monasteri di monache carmelitane. Quello di Ostuni è l'unico della Puglia. Fondato nel 1730, superò la prova delle soppressioni nel secolo scorso, mentre gli altri due di Putignano (fond. 1552) e Fasano (fond. 1631) vennero chiusi. Tra le donne che spesero la vita in questi chiostri, tutte dedite alla contemplazione dei divini misteri, il monastero di Fasano numera tra il 1698 e il 1738 ben dodici venerabili tra le quali va ricordata la Serva di Dio Rosa Maria Serio (1614-1726). Nel Monastero di Ostuni, ai nostri giorni fiorì in santità la Madre Rosaria di Santa Filomena,
Le carmelitane di Ostuni meglio conosciute come le "monacelle", nome che esprime la popolarità e amabilità che godono tra il popolo, dal novembre 1975, lasciata la vecchia sede, al centro della città, si sono trasferite sulla via provinciale Ostuni Cisternino, grazie alla generosità del commendatore Leonardo Conserva di Martina Franca. Qui in una nuova costruzione più adeguata al nostri tempi, proseguono l'ideale della loro vita contemplativa.


Storia quotidiana: una giornata al Carmelo di Ostuni


5,30: comincia la giornata. Mentre il mattino si risveglia e fuori iniziano a splendere le prime luci dell'alba, le monache, celebrano l'ufficio delle letture e le lodi mattutine. Subito dopo ogni sorella, nella propria cella, incontra il Signore nell'orazione personale, meditando la sua Parola.











7,45: in coro nuovamente per la recita dell'ora terza e la S. Messa. La prima mattinata è così divisa tra preghiera liturgica e personale, culminante nella celebrazione Eucaristica, fonte e apice di tutta la giornata.













8,45: dopo la colazione, tutte andiamo al nostro lavoro quotidiano: in cucina, alle ostie, ad accudire le ammalate e ovunque la carità la richiede, la monaca porta nel cuore il Signore e con Lui ogni uomo e donna affidategli dalla Provvidenza; mentre le mani lavorano, la sua vita si fa offerta gradita a Dio, perché spesa per Lui; si riporta nel cuore la Parola meditata, un pensiero spirituale, si recita una giaculatoria e tutto si indirizza a Lui, il lavoro delle mani unito a quello del cuore.

11,45: si ritorna in coro per la recita dell'ora sesta e poi a pranzo; mentre si consuma il pasto, una sorella offre una lettura spirituale, ricordando che " non si solo pane vive l'uomo" . Dopo pranzo la comunità si riunisce nella sala ricreazione, per un momento di letizia fraterna, dove ci si scambiano pensieri, opinioni e si danno notizie. Anche in questo momento al Carmelo si usa fare piccoli lavoretti manuali come confezionamenti di corone, lavori all'uncinetto o semplici lavori di cucito.











13,30: fino alle 15,00 ci si ritira in cella, dove nel silenzio, ha a disposizione un tempo di riposo e studio personale. Poi alle 15,15 si visita il SS. Sacramento e dopo l'ora nona, si recita comunitariamente il rosario , ricordando sempre il nostro legame amoroso con Maria Madre e Decoro del Carmelo. E sulle dolci parole dell'Ave Maria, ritorniamo al nostro lavoro, conservando sempre un clima di silenzio che aiuta a fare spazio al Signore dentro di noi.








18,00: 
ci si ritempra lo spirito con mezz'ora di lettura spirituale e si prepara il cuore alla celebrazione dei Vespri; subito dopo, mentre il giorno ormai è quasi al declino ci si ritira in cella o si rimane in coro davanti al Tabernacolo per un'altra ora di meditazione personale, sola a Solo.











19,45: si cena e fino alle ore 21,15, di nuovo un momento fraterno nella sala ricreazione. Si chiude la giornata, con la recita di compieta, l'ultima preghiera della Chiesa, dove si riconsegna la propria fatica quotidiana nelle mani di Dio, ringraziandolo per tutto il bene ricevuto, e per quello che per suo merito abbiamo potuto fare.


21,30: Nel silenzio assoluto prescritto dalla Regola ci si riposa per la notte. Il corpo dorme, ma il cuore veglia, nell'attesa gioiosa di tornare a lodare e servire il Signore e le sorelle.