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Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni

Figure ispiratrici

ELIA

"Ardo di zelo per il Signore degli eserciti": Elia profeta

Il Monte Carmelo evoca innanzitutto la gigantesca figura di Elia profeta ( 1 Re 18,21); la sua preghiera, il costante atteggiamento di servizio alla presenza del Dio vivente. La tradizione giudaico -cristiana, riteneva il Carmelo, presso la fonte, cioè il torrente Cherit, il luogo dove Elia ed Eliseo dimoravano abitualmente; così gli eremiti giunti al Carmelo nel 1209 circa non potevano sottrarsi all'influsso meraviglioso del grande profeta: quello era il luogo dove Elia aveva dimorato, qui il luogo dove gli eremiti diventavano sua eredità ricalcando le sue orme nella ricerca del Volto di Dio ed ereditando il nome di " figli dei profeti".

Elia nella Sacra Scrittura...

Dio comanda ad Elia " Vattene di qui, nasconditi presso il torrente Cherit" ( IRe 17, 2-6) e conduce vita solitaria nell'ascolto di Dio, sul Monte Carmelo sfida e vince i profeti di Baal,( IRe, 18, 20-40) riconducendo Israele al culto per il vero Dio. Ancora per comando di Dio, percorre un cammino di 40 giorni e 40 notti nel deserto fino a che giunge al monte Oreb ( 1 Re 19,1-8) dove incontra Dio nel mormorio di un vento leggero.

...Nella tradizione Carmelitana

Così Elia diviene prototipo dei Carmelitani che nel silenzio e nella solitudine cercano il Volto di Dio, che nella lotta contro il peccato, rendono un culto perfetto a Dio e che intraprendono un percorso di trasformazione e di purificazione per giungere alle vette del Monte Carmelo, Cristo Gesù.


MARIA SANTISSIMA

E' impossibile dissociare il Carmelo da Maria Santissima. Il Carmelo è tutto mariano, perché la figura della Vergine Madre di Dio, appare sin dalle origini dell'Ordine. I primi eremiti sul Monte Carmelo dedicarono a Lei la prima chiesetta dell'Ordine, come ci documenta un libro per i pellegrini in Terra Santa " Sul fianco del Monte Carmelo vi è un luogo molto bello e delizioso, dove abitano gli eremiti latini chiamati frati Carmelitani; là vi è una piccola chiesa a Nostra Signora ". Nella mentalità feudale, questo significava mettersi completamente a disposizione di Maria, con ima consacrazione personale ratificata con giuramento


Simboli Mariani al Carmelo

Patrona: o Signora del luogo ( Domina loci); deriva proprio da questa scelta dei primi carmelitani a dedicare la Chiesa a Maria Santissima. Il Carmelo è sotto la sua protezione materna, nel nostro cammino verso la pienezza della vita in Cristo Gesù. Arnoldo Bostio osserva che tutto ciò che ha attinenza col Carmelo anche i Monasteri, le chiese, gli abiti, sono di proprietà di Maria: nulla e nessuno che appartenga al Carmelo può sottrarsi al suo dominio. Il concetto di Patronato è talmente radicato nella tradizione Carmelitana che sembra appartenere all'essenza stessa del Carisma dell'Ordine. Maria dona protezione ai suoi figli ed  essi la servono con amore.

Madre: più che Regina. Maria è rifugio di tutti i fedeli in generale e dei Carmelitani in particolare. Ogni carmelitano può consegnare l'intera sua vita nelle mani materne di Maria e sentirsi sicuro nella sua protezione. A motivo di questo bel titolo, i nostri Monasteri di clausura, considerano Maria come la vera priora della comunità; a Lei affidiamo le chiavi del Monastero e per Lei la priora viene chiamata " Madre nostra". Il titolo di Madre ha dato origine nella tradizione dell'Ordine a tante leggende colme di premurosa attenzione di Maria verso i Carmelitani, tra qui la visita di Maria con le vergini sue compagne al Monte Carmelo o l'apparizione della Vergine che protegge i Carmelitani sotto il suo manto.

Decoro: o Bellezza del Carmelo. Se Carmelo significa bellezza, splendore, questa magnificenza le deriva da Maria stessa; è Lei la Figlia di Sion a qui è "'data la gloria del Libano e lo splendore del Carmelo ". Maria è il fiore del Carmelo, vite fiorente, splendore del Cielo. Il Monte Carmelo, rallegrato da fiori e frutti di grande varietà, è luogo favorevole alla contemplazione; su di esso vediamo Elia che si dedicava assiduamente alla preghiera; ma il vero Carmelo è Maria, perché è Lei la tutta bella, una bellezza che le deriva dalla sua santità e soprattutto dalla sua Verginità. Maria bella come il Carmelo, perché Vergine, giardino chiuso, la fonte sigillata; è la vite fiorita, che ha dato al mondo la vera Vite Cristo Gesù.

Sorella: Maria è la Madre e Sorella dei Carmelitani; questo concetto venne subito acquisito dal nome stesso dell'Ordine. Fratelli/sorelle della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Esso alimenta un senso di familiarità e vicinanza e stimola l'imitazione della sua vita, particolarmente nella docilità all'accoglienza della Parola divina. I carmelitani chiamano Maria come sorella perché come Lei hanno scelto la Verginità perpetua. Elia iniziò la verginità perenne tra gli uomini e a lui si rifanno i carmelitani che trovano in Maria la Vergine Purissima, una splendida sorella da imitare

Virgo Purissima: dal concetto di sorella dei Carmelitani, arriva l'esaltazione della purezza verginale di Maria, puntando non solo sulla sua assenza di peccato, ma soprattutto sulla purezza del suo cuore, capace di donarsi a Dio senza riprendersi nulla. La " puritas cordis", cioè la purezza di cuore, rimane una delle caratteristiche care alla spiritualità carmelitana. Anche il nostro abito porta la simbologia della purezza di Maria, con la cappa bianca, chiamata dal Carmelitano Baconthorp ( XIV sec.) " il manto di Maria ", perché richiama la purità di Maria e stimola all'imitazione delle sue virtù.

Vergine dello Scapolare: è impossibile parlare della devozione mariana al Carmelo senza ricordare lo scapolare, perché da molti secoli l'Ordine unisce tutta la ricchezza della sua devozione a questo simbolo. Esso è legato ad una venerabile tradizione dell'Ordine: la visione di S. Simone Stock, che risale alla fine del sec XIV e l'inizio del XV; Maria portando lo scapolare in mano dice al santo: " Questo è il privilegio per te e per i tuoi; chi morirà, portandolo, sarà salvo". Altra questione, legata allo scapolare è il privilegio sabatino di Papa Giovanni XXII, che promette l'uscita dal Purgatorio al sabato seguente alla propria morte a chi indossa con estrema devozione il santo abito. Lo scapolare, fa parte del nostro abito religioso, viene consegnato a coloro iscritti al terz'Ordine e alle confraternite dello scapolare, ma anche a ogni fedele lo può ricevere con sacramentale ( soprattutto per la festa della Madonna del Carmine, il 16 Luglio) e portarlo devotamente come segno di appartenenza a Maria Madre e Decoro del Carmelo. Esso non è un talismano, ma ricorda a chi lo indossa l'impegno alla familiarità con Maria, alla preghiera all'imitazione delle sue virtù; non basta quindi solo indossare lo scapolare perché, come afferma la dottrina mariana " un vero devoto di Maria si salva". Lo scapolare così inteso, concretizza per noi la maternità spirituale di Maria che protegge la vita, salva nella morte e intercede dopo la morte.